Infusi
Gli infusi sono la preparazione tipica del té. È una soluzione ottenuta versando acqua ad incipiente ebollizione (circa 90°C), sulla droga disseccata ed opportunamente sminuzzata (taglio tisana o t.t.). La droga va fatta permanere per alcuni minuti, di solito da cinque a dieci minuti e poi si filtra.
Le tisane sono delle preparazioni estemporanee utilizzando come solvente l’acqua. L’esempio classico è la preparazione del tè. Solitamente hanno finalità digestive, o per conciliare il sonno odi rilassamento.
L’etimologia della parola tisana deriva dal greco πτισάνη che significa «orzo mondato e decotto di orzo (diz. Treccani).
Le tisane non hanno finalità prettamente terapeutiche, ma anche di miglioramento di funzioni dell’organismo e alcune precauzioni sono sempre d’obbligo: donne in gravidanza o allattamento, bambini prima infanzia, persone allergiche a determinate piante. Le tisane hanno ancora una loro funzione basti pensare che oltr’Alpe trovano utilizzo in alcuni ospedali.
Le tisane possono comprendere una o più piante. Ad esempio per rilassarsi si utilizza una tisana di camomilla o di melissa, per lo stomaco malva, per le forme di stipsi, foglie di senna e così via.
Molto spesso si utilizzano più piante e queste vengono chiamate “tisane composte”.
Però, non basta mettere una foglia o una infiorescenza in acqua calda. Le piante devono essere selezionate in base al beneficio che si desidera ottenere dalla tisana ed alle caratteristiche delle piante. La formulazione deve tenere conto di molte variabili. Si vedono formulazioni di tisane dove sono presenti contemporaneamente malva foglie, camomilla fiori, altea radice, rabarbaro radice, frangola corteccia, oppure la presenza di chiodi di garofani con radice di liquirizia, . . .
Tener presente che:
• Le mucillagini di Altea (Althea officinalis) devono essere estratte a freddo, cioè si deve fare un macerato. l’Altea in acqua calda cede inizialmente gli amidi contenuti nella radice, e non le mucillagini. Per estrarre le mucillagini dall’altea bisogna utilizzare acqua fredda;
• Ove possibile, evitare di mettere fiori, cortecce e radici nella stessa miscela per tisana. Le radici e nelle cortecce hanno bisogno di una proceduta più lunga, solitamente si fa un decotto e in queste condizioni i principi attivi dei fiori andrebbero dispersi;
• Inoltre, la presenza di molti componenti non mi garantisce la presenza dei principi attivi voluti.
• Raramente conviene mettere insieme più di tre – massimo quattro componenti: le interferenze nella solubilizzazzione aumentano considerevolmente e quindi la disponibilità dei componenti è non garantita. Esempio di tisana con più componenti.
Esempi:
Se prepariamo una tisana con sola Senna, nella soluzione ci sarànil 100% di antrachinoni, se aggiungiamo amamelide foglie, la quantità degli antrachinoni in soluzione sarà inferiore del 20%, con la malva del 18% e con la liquirizia del 15%
Senna da sola = 100% Antrachinoni in soluzione
Senna + amamelide foglie = 77% ( -23%)
Senna + malva foglie = 82% ( -18%)
Senna + liquirizia radice = 85% ( -15%)
Con la Frangola, le variazioni di concentrazione di antrachinonici in soluzione sono ancora più evidenti:
Frangola da sola = 100% Antrachinoni in soluzione
Frangola + amamelide foglie = 50% ( -50%)
Frangola + malva foglie = 55% ( -45%)
Frangola + liquirizia radice = 80% ( -20%)
La bardana, invece, aumenta del 50% la solubilizzazione dell’acido glicirrizico dalla liquerizia.
Più piante utilizziamo, più sali minerali vanno in soluzione nell’acqua. Questo comporta una certa saturazione salina dell’acqua che rendere problematica l’estrazione dei principi attivi. Questo è anche uno dei motivi per cui le farmacopee consigliano di usare acqua distillata (o deionizzata) per evitare l’interferenza che i sali di calcio e magnesio presenti nell’acqua possono dare. Ne può conseguire che le quantità dei principi attivi presenti nella tisana potrebbero essere inferiori a quelli desiderati, a volte talmente bassi da non produrre l’azione voluta.
Non è certo difficile preparare una tisana, ma con alcuni piccoli e precisi accorgimenti possiamo migliorare l’estrazione.
Un primo punto è senz’altro il grado di sminuzzamento della droga in modo da offrire maggior superficie della droga a contatto con l’acqua. Questo farà sì che maggiore sarà la quantità dei principi attivi in soluzione.
Il grado di frantumazione della pianta è molto importante e va da tritato grossolanamente a polverizzato finemente. In laboratorio si usano dei setacci di varie dimensioni, ma a casa ciò non è possibile ed è consigliato usare un mortaio.
Quando si preparano delle miscele di piante per tisana (o anche per un decotto o un macerato), è importante assicurarsi che le dimensioni di queste siano il più possibili uniformi.
Le foglie, i fiori e le erbe aromatiche dovrebbero avere dimensioni non superiori ai 4 mm;
- Frutta e semi vanno tritati o polverizzati grossolanamente fino a dimensioni di circa 2 mm e possibilmente subito prima dell’infusione;
- Cortecce, radici e rametti vanno triturati fino a dimensioni che non dovrebbero superare i 2,5 mm.
- Se utilizziamo piante dove sono presenti alcaloidi e saponine le dimensioni delle particelle non dovrebbero essere superiori a 0,5 mm.
La conservazione di piante o miscele dove sono presenti sostanze volatili (ad esempio oli essenziali), deve avvenire in ambiente fresco, al riparo dalla luce e in vasi ben chiusi in quanto a contatto con l’ossigeno atmosferico, questi potrebbero formare dei prodotti insolubili con aumento dell’ossidazione o anche disperdersi nell’ambiente.
La composizione e la presenza di un olio essenziale presente in una tisana, risulta essere un fattore indipendente nell’estrazione degli ingredienti vegetali. Secondo uno studio, presupponendo un processo di preparazione ottimale, si può ottenere un’estrazione massima del 30% per le foglie di salvia e quasi il 50% per le foglie di menta piperita.
Per una estrazione ottimale dei principi attivi di una tisana (se non diversamente prescritto), versare l’acqua calda a incipiente ebollizione sulla miscela, mescolare e lasciare in infusione per circa 10 minuti in recipiente coperto, mescolando di tanto in tanto, quindi filtrare. La quantità di acqua è in relazione alla quantità di droga utilizzata.
La tisana così ottenuta, senza conservanti, va consumata nell’arco di poche ore, 12, massimo 24 e deve essere conservata in frigorifero e comunque al riparo della luce.
Decotti
I decotti sono soluzioni acquose ottenute facendo bollire la droga, opportunamente sminuzzata, nell’acqua per un tempo più o meno lungo. Generalmente si immerge la droga nell’acqua fredda, si porta ad ebollizione e si mantiene l’ebollizione per alcuni minuti.
A seconda della droga, si fa bollire per circa 10 – 20 minuti.
La decozione si pratica su droghe compatte quali cortecce, radici, rizomi e, comunque, con principi attivi resistenti alle alte temperature (mai per componenti volatili).
Macerati
Si intende l’estrazione della droga utilizzando acqua a temperatura ambiente, per più ore. Non trova molti impieghi in quanto l’acqua fredda ha un basso potere solvente. Viene utilizzata nell’estrazione delle mucillagini dall’Altea.
Dott. Renzo Gatto