{"id":417,"date":"2024-02-11T13:03:15","date_gmt":"2024-02-11T12:03:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.nutrizionefitoterapia.it\/site\/?p=417"},"modified":"2024-02-11T22:01:19","modified_gmt":"2024-02-11T21:01:19","slug":"metodo-scientifico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.nutrizionefitoterapia.it\/site\/metodo-scientifico\/","title":{"rendered":"Metodo scientifico"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel pi\u00f9 antico papiro ritrovato, quello di Ebers, del 3.000 a.C. circa, sono descritte numerose piante e nel 600 a.C. per la prima volta, vennero classificate in modo organico, ma nel 1991, il ritrovamento dell'&#8221;uomo di Similaun&#8221;, vissuto circa 5300 anni fa, ci dice che gi\u00e0 allora l&#8217;uomo utilizzava alcune piante che noi oggi definiamo medicinali. Nella sua saccoccia sono state trovate tracce di un fungo (Fomitopsis betulina) dalle propriet\u00e0 antibiotiche e antinfiammatorie e nell\u2019intestino tracce di felce (qualche legame con la parassitosi di cui era affetto?), quindi possiamo dire che le piante gi\u00e0 da millenni non avevano solo scopo alimentare. Ma quale era il pensiero guida del loro utilizzo medicamentoso? Il trattato di Crollius del 1624 ci svela che in quegli anni erano l&#8217;elemento magico e di similitudine che guidavano l&#8217;utilizzo (la mandragora simile alla testa di un bambino, usata per la preparazione di pozioni magiche, il tubero di orchidea per le orchiti), per poi passare ad una miscela di piante per curare tutte o quasi le malattie (teriaca).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli inizi del 1600 furono anche gli anni di Galileo Galilei che per primo inizi\u00f2 a capire che nelle scienze bisognava valutare non (pi\u00f9) per immaginazione, ma per sensata esperienza e necessaria dimostrazione (Galileo, Lettera a Gallanzone Gallanzoni, 1611).<br>Sensata esperienza<br>ovvero l&#8217;esperimento distinto dalla comune osservazione della natura, che deve infatti seguire a un&#8217;attenta formulazione teorica, ovvero a ipotesi (metodo ipotetico-sperimentale) che siano in grado di guidare l&#8217;esperienza in modo che essa non fornisca risultati arbitrari.<br>Necessaria dimostrazione<br>ovvero una analisi matematica e rigorosa dei risultati dell&#8217;esperienza, che sia in grado di trarre da questa risultati universali e ogni conseguenza in modo necessario e non opinabile espressi dalla legge scientifica. La dimostrazione va ulteriormente verificata, con ulteriori esperienze, ovvero il cosiddetto cimento che \u00e8 l&#8217;esperimento concreto con cui va sempre verificato l&#8217;esito di ogni formulazione teorica (Barry Gower, Scientific Method). L\u2019Accademia del Cimento \u00e8 stata la prima associazione scientifica a utilizzare il metodo sperimentale galileano in Europa. Fu fondata a Firenze nel 1657 da alcuni allievi di Galileo, Evangelista Torricelli e Vincenzo Viviani.<br>In poche parole: osservare e misurare.<br>Prende cos\u00ec avvio la scienza come la conosciamo. L\u2019esperienza da sola non basta perch\u00e9, almeno per quanto riguarda la medicina, troppe sono le variabili in gioco nel nostro organismo, che ancora oggi non ben conosciute, come le variabili genetiche, quelle ambientali con le loro interconnessioni, cos\u00ec che la nostra esperienza ci pu\u00f2 indurre a ripetere gli stessi errori, ma con maggiore sicurezza. Dobbiamo stare attenti, per esempio, a distinguere tra una semplice associazione e un rapporto di causa-effetto ed anche attivit\u00e0-effetto partendo da singoli casi particolari, anche se ripetuti nel tempo (metodo induttivo di Aristotelica memoria.) Come ebbe a dire Bertrand Russell: \u201cil tacchino americano, che il contadino nutre con regolarit\u00e0 ogni giorno, prevede che anche l\u2019indomani manger\u00e0 \u2026 ma &#8220;domani&#8221; \u00e8 il giorno del Ringraziamento e a mangiare sar\u00e0 solo il contadino.\u201d. Oppure l\u2019errore da risultato parziale cio\u00e8 ottenuto un risultato (parziale), se questo soddisfa la nostra aspettativa, si \u00e8 tentati di considerarlo definitivo, cos\u00ec come siamo tentati di rifiutare le prove che non soddisfano le nostre aspettative, cio\u00e8 l\u2019errore derivato dalle aspettative o anche la manipolazione di una obiezione etica: Petr Skrabanek James McCormick nel libro \u201cFollie e inganni della medicina\u201d pag. 56, riportano un esempio di come l\u2019aspettativa possa influenzare nella valutazione del risultato atteso: \u201cSi dice che C. abbia rivelato, ma pu\u00f2 darsi che si tratti di una storia apocrifa, come, alcuni mesi dopo l&#8217;inizio del trial, il gruppo di monitoraggio fosse stato convocato per essere messo al corrente di alcuni dati inquietanti: c&#8217;erano stati otto morti fra i pazienti curati a casa e solo quattro fra quelli ricoverati in ospedale. I timori di quelli che non ritenevano abbastanza sicura la terapia a casa si erano avverati: era chiaro che sarebbe stato amorale continuare il trial. Ma poco dopo il coordinatore del trial dovette riconoscere con imbarazzo che c&#8217;era stato un equivoco: nel protocollo la H maiuscola stava per hospital (ospedale) e non per home (casa). Dunque erano morti otto dei pazienti ospedalizzati e solo quattro di quelli curati a casa. Dopo alcuni momenti di silenzio imbarazzato fu deciso che quelle cifre erano troppo piccole per essere ritenute significative a livello statistico e che il trial doveva continuare. Questo \u00e8 un esempio dell&#8217;uso amorale di un&#8217;obiezione etica . . .\u201d<br>C\u2019\u00e8 poi l\u2019errore da fonte autorevole: molto spesso riteniamo vere \u201ca priori\u201d certe affermazioni solo perch\u00e9 la fonte d&#8217;informazione \u00e8 autorevole (e soddisfa le nostre attese);<br>Errore da \u201cspiegazione semplice\u201d cio\u00e8, a fronte di un problema complesso, si accetta un&#8217;idea nuova perch\u00e9 offre una soluzione semplice. Ma, come ha fatto notare Mencken, \u00abper ogni problema complesso c&#8217;\u00e8 una soluzione che \u00e8 semplice, diretta e sbagliata\u00bb). Evitare anche l\u2019errore \u201clo dicono tutti\u201d: quando una cosa, vera o meno, viene ripetutamente molte volte, la si scambia per una \u201cverit\u00e0\u201d anche se non vera.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Serve una regola comune che ci preservi il pi\u00f9 possibile dagli errori e questa regola \u00e8 il \u201cMetodo Scientifico\u201d. Generalmente, per avvalorare l\u2019uso di in farmaco o l\u2019utilizzo di un estratto, all\u2019inizio si parte da una intuizione, da osservazioni casuali, supposizioni, opinioni di esperti e si passa a studi in laboratorio. Ma la verifica \u00e8 d\u2019obbligo e allora servono studi che sono di carattere osservazioni e sperimentali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per sommi capi possiamo delineare come sono strutturati i lavori di valutazione scientifica.<br>1 Studi osservazionali<br>Lo studio osservazionale, come dice la parola stessa, \u00e8 uno studio in cui si osserva un gruppo abbastanza ampio di persone e per un determinato periodo di tempo per rilevare l\u2019influenza degli stili di vita sullo stato di salute. Questi studi vengono utilizzati anche per la valutazione dei fattori che determinano l\u2019esito di una malattia. Si tiene conto dei tassi di incidenza, tassi di mortalit\u00e0, rischio relativo ecc.<br>Gli studi osservazionali si dividono in<br>\u2022&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &#8211;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Studi di COORTE<br>\u2022&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &#8211;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Studi CASO &#8211; CONTROLLO<br>\u2022&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &#8211;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; TRASVERSALI<br>&nbsp;<br>\u2022&nbsp;&nbsp; Studio di COORTE, chiamati anche studi di &#8220;incidenza\u201d o \u201cfollow-up\u201d. Si studiano le persone esposte (o meno) ad un fattore di rischio (es. fumo di sigaretta) e si valuta nel tempo l\u2019esito dell\u2019esposizione, cio\u00e8 la comparsa o meno della malattia. Partendo dalla possibile causa si cerca di stabilire se si avr\u00e0 nel tempo l\u2019insorgenza di una patologia correlata<br>\u2022&nbsp;&nbsp; Studio CASO-CONTROLLO. Un certo numero di persone (i casi), affetti da una specifica patologia, vengono confrontati con un altro gruppo di persone non affetti dalla malattia (i controlli) e si valuta come i loro stili di vita abbiano influito sull&#8217;insorgere della patologia. Si cercano cio\u00e8 a quali fattori di rischio sono stati esposti le persone ammalate. In questo caso, quindi, si risale agli effetti alla causa. Si valuta una sola patologia. Con questo tipo di studio si \u00e8 dimostrata la relazione tabacco e tumore al polmone.<br>\u2022&nbsp;&nbsp; STUDI TRASVERSALI o CROSS-SECTIONAL<br>Uno specifico gruppo viene osservato nel tempo per vedere se una sostanza od attivit\u00e0 \u00e8 responsabile di una qualche patologia. \u00c8 una raccolta di dati da pazienti in un dato momento senza considerare l\u2019esposizione o la patologia.<br>&nbsp;<br>2 Studi controllati clinical trial<br>Gli studi clinici servono per documentare o verificare se una data sostanza (farmaco o altro) sia efficace e sicura. Spesso viene equiparata ad una sostanza di cui sono gi\u00e0 note queste caratteristiche. I trials clinici sono parte integrante della cosiddetta scienza basata sull\u2019evidenza. Per questi studi si devono usare metodiche standardizzate, si suddividono in studi:<br>\u2022 Randomizzati: i pazienti (il pi\u00f9 possibile omogenei) sono divisi casualmente in due gruppi. Ad un gruppo verr\u00e0 somministrato il farmaco attivo, all\u2019altro gruppo verr\u00e0 somministrato un placebo.<br>\u2022 Cieco: i soggetti dell&#8217;esperimento non sanno quale trattamento ricevono, se farmaco o placebo. In modo da non subire influenze.<br>\u2022 Doppio cieco: sia i soggetti, sia i ricercatori che conducono lo studio, non sono a conoscenza a quale gruppo venga somministrato la sostanza attiva. Questo per evitare che i ricercatori influenzino, anche involontariamente, le persone che ricevono le sostanze.<br>\u2022 Controllati: paragonare (controllare) il risultato clinico del gruppo dei pazienti che riceve il farmaco da valutare con un gruppo di pazienti che ricevono la miglior terapia disponibile al momento.<br>\u2022 Randomizzati, controllati, in doppio cieco: sono gli studi che offrono la migliori garanzie di valutazione.<br>&nbsp;<br>3 Revisione Sistematica \u2013 Metanalisi<br>Si mettono insieme dati provenienti da pi\u00f9 studi condotti in modo corretto ed omogenei, in modo da aumentare il numero dei dati a disposizione cos\u00ec da ridurre al minimo i possibili errori. La Metanalisi, \u00e8 una combinazione quantitativa pesata dei risultati dei singoli studi. Per tutto questo, esiste una Metodologia Scientifica Standardizzata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le riviste importanti, prima di pubblicare uno studio scientifico, chiedono ad un&nbsp;gruppo di esperti di valutare se la metodologia adottata dagli autori dello studio, sia rigorosa e rispettosa dei criteri di correttezza. Questi \u201crevisori\u201d sono chiamati peer-review (revisione tra pari).<br>In seguito, i risultati dei lavori dovranno trovare conferma anche da altri studi condotti da altri ricercatori in altri laboratori o cliniche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per capire meglio il valore qualitativo degli studi ecco uno schema riassuntivo<br>Schema riassuntivo per la valutazione delle evidenze<br>&nbsp;<br>\ufffc<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"706\" src=\"https:\/\/www.nutrizionefitoterapia.it\/site\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Valutazione-Evidenze-1024x706.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-416\" style=\"width:543px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.nutrizionefitoterapia.it\/site\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Valutazione-Evidenze-1024x706.png 1024w, https:\/\/www.nutrizionefitoterapia.it\/site\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Valutazione-Evidenze-300x207.png 300w, https:\/\/www.nutrizionefitoterapia.it\/site\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Valutazione-Evidenze-768x529.png 768w, https:\/\/www.nutrizionefitoterapia.it\/site\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Valutazione-Evidenze.png 1164w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli studi osservazionali offrono grandi quantit\u00e0 di dati grezzi, ma sono poco valutabili scientificamente, sono utili per avviare studi pi\u00f9 approfonditi.<br>Gli studi clinici controllati e in particolare quelli controllati e randomizzati in doppio cieco, offrono garanzie per una valutazione corretta.<br>Le aggregazioni dei dati risultanti da questi ultimi studi, vengono chiamate Revisioni Sistemiche e Metanalisi e offrono la miglior valutazione possibile al giorno d\u2019oggi. Questi sono criteri universalmente accettati per lo studio dei farmaci e delle sostanze ad uso medicamentoso. La pi\u00f9 nota e importante raccolta di dati di differenti database che contengono revisioni sistematiche e lavori clinici randomizzati controllati, \u00e8 la Cochrane Library.<br>&nbsp;<br>Tuttavia non poche \u201cpubblicazioni scientifiche\u201d manifestano difetti; selezione non corretta dei pazienti in esame, basso numero dei pazienti, tempi di osservazione non congrui, presenza di fattori che possono confondere i risultati e conflitto di interessi degli autori (il pi\u00f9 subdolo). Inoltre, l\u2019interpretazione dei risultati di un \u201ctrial clinico\u201d non \u00e8 semplice e non bisogna cadere nelle trappole della statistica e nelle forzature di interpretazione (Pocock SJ, 2016).<br>Per la fitoterapia, a tutto&nbsp; questo, si aggiunge una variabile importante e subdola: le piante hanno una grande variabilit\u00e0 nei componenti chimici e di conseguenza anche gli estratti possono presentare componenti che possono differire da lotto a lotto. Ecco che uno studio condotto dal ricercatore \u201cA\u201d su un estratto, ad esempio, di valeriana, i dati potrebbero non trovare conferma nello studio dal ricercatore \u201cB\u201d che usa sempre un estratto di valeriana, ma di altro lotto o di una pianta coltivata in terreno differente o con un clima diverso. I risultati potrebbero essere differenti. In letteratura spesso si trova scritto che \u201ci dati sono contrastanti\u201d. Per ovviare a questo aspetto, si dovrebbero utilizzare \u201cestratti standardizzati\u201d, laddove disponibili, cio\u00e8 che hanno una composizione chimica sempre uguale, lotto per lotto. Purtroppo non sempre sono disponibili.<br>Fin qui i problemi, ma esiste la soluzione.<br>&nbsp;<br>Bibliografia<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Silvia Bencivelli Daniela Ovadia E\u2019 la medicina bellezza Carrocci editore 2016<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Petr Skrabanek James McCormick Follie e inganni della medicina Ed I Grilli Marsilio ed -1992<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pocock SJ, Stone GW. The Primary Outcome Is Positive &#8211; Is That Good Enough? N Engl J Med. 2016 Sep 8;375(10):971-9. doi: 10.1056\/NEJMra1601511. PMID: 27602669.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Renzo Gatto<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel pi\u00f9 antico papiro ritrovato, quello di Ebers, del 3.000 a.C. circa, sono descritte numerose piante e nel 600 a.C. per la prima volta, vennero classificate in modo organico, ma nel 1991, il ritrovamento dell&#8217;&#8221;uomo di Similaun&#8221;, vissuto circa 5300 anni fa, ci dice che gi\u00e0 allora l&#8217;uomo utilizzava alcune piante che noi oggi definiamo [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":15,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":true,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-417","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-fitoterapia-e-nutraceutici"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.nutrizionefitoterapia.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/417","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.nutrizionefitoterapia.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.nutrizionefitoterapia.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.nutrizionefitoterapia.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/users\/15"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.nutrizionefitoterapia.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=417"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.nutrizionefitoterapia.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/417\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":418,"href":"https:\/\/www.nutrizionefitoterapia.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/417\/revisions\/418"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.nutrizionefitoterapia.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=417"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.nutrizionefitoterapia.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=417"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.nutrizionefitoterapia.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=417"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}