Dieta senza istamina: 10 domande per sapere come si fa e cosa evitare
L’istamina è una sostanza normalmente prodotta dall’organismo o assunta tramite certi alimenti. Ad alcune persone può causare disturbi, che rendono opportuno seguire una dieta senza istamina. Ecco come si fa.
Una fastidiosa sensazione di prurito, mal di testa, arrossamento del volto, tachicardia o disturbi gastrointestinali: le cause di certi disturbi possono essere tante, ma a volte alla base ci può essere un eccesso di istamina nell’organismo. Che cos’è l’istamina, come eliminare l’istamina dal corpo e come si fa una dieta senza istamina? Ne parliamo con Francesco Francini https://drfrancinipesenti.it/ medico nutrizionista dell’Azienda Ospedaliera-Università di Padova ed autore del libro “La Dieta Anticefalea”, Santelli Editore, 2023.
- Che cos’è l’istamina?
L’istamina è una sostanza appartenente alla classe delle amine biogene, particolari composti che si ritrovano soprattut¬to in alimenti ricchi di proteine o di aminoacidi, dove alcuni processi spontanei, favoriti dalla temperatura o causati da microrganismi, portano ad alterazioni chimiche con degradazione (decarbossi¬lazione) delle molecole originarie, ossia gli aminoacidi e formazione di sostanze dette “amine biogene” tra cui l’istamina . Oltre ad essere introdotta con l’alimentazione, l’istamina è anche prodotta fisiologicamente da alcune cellule dell’organismo ed ha un ruolo importante nella modulazione delle reazioni infiammatorie e allergiche. - Quali fastidi o reazioni può dare un’alimentazione ricca di istamina?
Normalmente l’ingestione di alimenti ricchi di istamina non produce effetti evi¬denti, in quanto l’organismo possiede sistemi preposti alla sua trasformazio¬ne ed eliminazione che la rendono inoffensiva.
Tuttavia l’ingestione di grandi quantità di istamina o la ridotta attività degli enzimi che la eliminano (dovuta talora ad alcuni farmaci), può dar luogo a sintomi di entità proporzionale alla dose assunta e alla sensibilità individuale; sintomi che possono comparire da alcuni minuti ad alcune ore dopo l’assunzione di un determinato alimento ricco della sostanza.
Le manifestazioni più frequenti consistono in prurito, orticaria, arrossamento del volto, cefalea, tachicardia, vomito, nausea e diarrea: è la cosiddetta sindrome da sgombroidi, termine dovuto al fatto che a causarla può essere l’assunzione di grandi quantità di pesci come sgombro, aringa, acciuga, sardina e tonno, soprattutto se la loro conservazione non è stata corretta.
Nei casi più gravi può esserci abbassamento o aumento della pressione arteriosa e perdita di coscienza. Nei soggetti asmatici possono comparire difficoltà respiratoria e broncospasmo. L’ingestione di istamina o di alimenti che ne provocano la sua liberazione può scatenare crisi di emicrania.
La durata dei sintomi in genere è di alcune ore, con riso¬luzione spontanea. - Come eliminare l’istamina nel corpo?
Seguendo una dieta a basso contenuto di istamina, ossia una dieta nella quale non sono presenti gli alimenti più ricchi in istamina. E qui occorre fare una distinzione: ci sono alimenti ricchi di istamina e alimenti liberatori di istamina. Questi ultimi non sono particolarmente ricchi di istamina, ma inducono la liberazione di quella naturalmente contenuta nei depositi del nostro organismo.
Entrambe le tipologie di alimenti andrebbero ridotte sia nella frequenza di assunzione sia nelle quantità delle porzioni, così come sono da evitare le associazioni tra cibi ricchi di istamina. - Quali sono i cibi che contengono istamina?
Gli alimenti ricchi di istamina sono principalmente carni bovine, carni suine, salumi, salsicce, vino rosso, formaggi stagionati, pesce (soprattutto pesce azzurro, pesce conservato, in scatola, marinato, essiccato e affumicato), crauti, legumi, lievito, miso, tempeh, tofu, tamari, cacao, cioccolato, spinaci, pomodori, salsa di pomodoro, ketchup, sottaceti, agrumi, ananas, vino, aceto di vino, birra, cibi in scatola in genere,.
Gli alimenti liberatori di istamina sono invece: cacao, cioccolato, ananas, banana, papaya, fragola, agrumi, kiwi, lampone, pera, avocado, crostacei, molluschi, anacardi, mandorle, noci, nocciole, caffè. - Dieta povera di istamina: quali sono gli alimenti che ne contengono di meno?
Gli alimenti che contengono poca istamina sono:
- carne (vanno bene tutte, basta che non siano conservate) e pesce freschi
- latte, yogurt e formaggi non stagionati (ad esempio ricotta, stracchino o mozzarella)
- cereali (pane, pasta, riso (bianchi o integrali non fa differenza!)
- frutta (mele, pesche, (le arance e I limoni, sono blandi liberatori di istamina, togliamoli), albicocche, kiwi),
- verdura (ad esclusione di spinaci, melanzane, pomodori)
- olio extravergine di oliva
- delle uova si può mangiare tutto.
- Chi può beneficiare di una dieta senza istamina?
Tutte le persone che presentano sintomi specifici quando assumono cibi ricchi di istamina e i soggetti che soffrono di emicrania scatenata da questi alimenti. - Per quanto tempo va seguita la dieta senza istamina?
La dieta povera di istamina va seguita per circa due settimane nel caso in cui deve essere fatta diagnosi di ipersensibilità alla sostanza. Una volta che questa viene accertata, è opportuno limitare i cibi ricchi di istamina e istamino-liberatori per un periodo indeterminato, comunque prolungato (alcuni anni). - Dieta senza istamina: un esempio di menù giornaliero?
COLAZIONE
Latte, yogurt, tè, tisane, pane, fette biscottate, marmellata, burro
PRANZO
Primo piatto:
Pasta o riso
Secondo piatto:
Carne o pesce o formaggi freschi
Pane
Contorno:
Verdura, sia cruda che cotta ok!
SPUNTINI di metà mattina e metà pomeriggio
Frutta fresca (mele, arance, albicocche)
Pane
CENA
Primo piatto:
Passato di verdura
Secondo piatto:
Carne o pesce o formaggi freschi o legumi
Pane
Contorno:
Verdura, sia cruda che cotta