Glutine e cefalea

Numerose evidenze hanno dimostrato l’esistenza di un asse intestino-cervello. In altre parole, questi due organi sono in grado di comunicare tra loro, cosi che eventi accadono nell’uno possono influenzare l’altro. I meccanismi sottesi al fenomeno sono ancora da chiarire del tutto, ma certamente alterazioni della flora microbica intestinale (il microbiota) influenzano alcune funzioni cerebrali e condizioni di infiammazione dell’intestino possono propagarsi oltre i suoi confini, compreso il sistema nervoso. Questa interdipendenza giustifica il legame riscontrato tra disturbi gastrointestinali ed emicrania. È il caso delle persone affette da celiachia, nelle quali l’emicrania si manifesta con una frequenza doppia rispetto alla popolazione generale.
La celiachia è un’intolleranza al glutine la cui ingestione determina un danno all’intestino attivando un meccanismo immunologico. Nei celiaci il glutine causa infiammazione della mucosa intestinale a cui consegue atrofia e incapacità di assimilare correttamente i nutrienti.
Il glutine è un complesso proteico presente in molti cereali tra cui frumento, orzo, segale e farro. Uno dei suoi componenti è la gliadina, considerata il principale stimolo della risposta immunitaria all’origine del danno intestinale.
Oltre alla celiachia, il glutine è responsabile della sensibilità al glutine non celiaca, la non-celiac gluten sensitivity, forma di intolleranza meno grave e con sintomi più sfumati. Anche questa condizione è caratterizzata da una maggior frequenza di emicrania.
Recentemente sono stati individuati alcuni meccanismi attraverso cui il glutine potrebbe favorire la cefalea. L’infiammazione provocata dai componenti del glutine, come la gliadina, aumenta la produzione del CGRP (il peptide correlato al gene della calcitonina), sostanza che sappiamo coinvolta nello scatenamento degli attacchi di emicrania. È inoltre possibile che alcune componenti del glutine causino un danno diretto sul sistema nervoso dei soggetti con celiachia e sensibilità al glutine.
In quanti non hanno patologie dovute al glutine, questa sostanza può favorire l’emicrania? Il glutine può essere annoverato tra le sostanze trigger? Le diete prive di glutine sono diventate una moda, nonostante l’assenza di robuste evidenze di vantaggi per le persone non celiache e alcuni la propongono anche per l’emicrania. Al momento non vi sono prove che l’eliminazione del glutine dall’alimentazione dei non celiaci comporti migliori l’emicrania e quindi non vi è ragione di consigliarla. Talora, per ridurre il glutine si eliminano dalla dieta i principali alimenti contenenti amido, come pane pasta e prodotti da forno. In questi casi potrebbe essere la limitazione dei carboidrati e non del glutine a migliorare l’emicrania. Pertanto, qualora un’eventuale riduzione del glutine in emicranici non celiaci portasse al miglioramento della sintomatologia, va verificato che esso sia avvenuto indipendentemente dalla restrizione dei carboidrati. In caso contrario, si potrebbe indurre il paziente a modifiche alimentari inutili e dispendiose.

Riferimento bibliografico
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Dott Francesco Francini Pesenti
medico nutrizionista dell’ Azienda Ospedaliera di Padova e docente all’ Università degli Studi di Padova